Emma Grosbois

Emma Grosbois
Rennes (FR), 1985

Santa Elemosina, 2013
Bitume 2014, Fab30
testo / text: Gioia Perrone

Emma Grosbois (1985) lavora sull’immagine intesa come luogo di aggregazione dove confluiscono significati, storie e memorie usando anche a volte mezzi audio e video. In in questo progetto Grosbois si lascia sorprendere e suggestionare da un mendicante che faceva l’elemosina nel suo quartiere e che portava sempre al collo un’icona sacra. Ha comiciato così a camminare concentrando la sua attenzione proprio su queste presenze spesso “invisibili” agli occhi e ai passi frettolosi dei passanti. Lungi però dall’approcciarsi con retorica buonista a questo tipo di soggetto così frequente nella storia della fotografia, l’autrice opera con ironia e originalità sul concetto stesso di immagine, ritratto e icona, decontestualizzando i soggetti ritratti per strada mentre mostrano davanti al suo obiettivo il proprio “santino”, e immergendoli in uno sfondo posticcio e pop. L’icona mostrata in segno di devozione diventa segno e aspetto integrante del ritratto, parte della storia di chi è stato fotografato, allo stesso tempo l’immagine creata dall Groisbois si trasforma essa stessa in una sorta di icona, di santino contemporaneo, in un curioso e inevitabile rimando tra finestre-visioni di un vissuto urbano.

Emma Grosbois’s work is built around the idea that a picture has the power to aggregate meaning, memories and stories. To do so she uses audio-visual aids from time to time. For this project, she took inspiration from a beggar who asked for handouts in her neighbourhood always carrying a sacred icon hung around his neck. She then started looking for these figures who are ‘invisible’ to hasty passersby. Far from being rhetorical when dealing with this kind of subjects, she worked on the concepts of image, portrait and icon with irony and originality. She takes her subjects out of their context and she collocates them in a pop background. The icon, shown as a sign of devotion, becomes an integral aspect of both the portrait and the story of the subjects. At the same time, the picture created by the photographer becomes an icon itself, a contemporary sacred icon within a curious urban scene.

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