Giorgio Barrera

Giorgio Barrera

Attraverso la finestra, 2002–2009
Bitume 2014, Grand Tour
testo / text: Gioia Perrone

Attraverso la finestra è un progetto che ha accompagnato Barrera per diversi anni, partendo da lontano, dalla Danimarca, e toccando più paesaggi urbani e geografie fino ad arrivare a Reggio Emilia, quando Fotografia Europea gli commissionò di riprendere “la vita di ogni giorno” di una certa particolare area, il quartiere Rosta Nuova e il complesso dell’INA CASE, costruzioni edificate subito dopo la seconda Guerra Mondiale. Barrera documenta una determinata porzione di spazio urbano abitato seguendo una linea formale ben precisa, sceglie la serialità e include in ogni inquadratura una parte di spazio legato all’abitazione e le sue “presenze” (scene realizzate ad hoc e frutto di un lavoro di collaborazione e complicità degli stessi abitanti degli appartamenti), e una parte di spazio legato al contesto esterno, più “fortuito” ma sempre rientrante in un approccio cinematografico che l’autore studia nei minimi dettagli. L’operazione, nonostante la sua essenza “chirurgica” ha, lungi dall’essere una fredda riflessione sul paesaggio contemporaneo, in sé un germe fortemente ludico e fresco. Cosa si vede attraverso la finestra? Cosa si vede attraverso la fotografia? Ciò che a Barrera interessa è il gioco della messa in scena all’interno di una riflessione estremamente interessante su spazio, sguardo, mezzo fotografico, rapporto tra chi guarda e chi viene guardato. Dentro alle finestre di Barrera, al segnale dell’autore, gli abitanti delle stanze iniziano il gioco del teatro, mettendo in scena se stessi sia come abitanti della casa, sia come soggetti. Una quotidianità teatrale all’interno del paesaggio quotidiano.
Secondo l’autore: “L’accostamento al teatro e al cinema è inevitabile; è un lavoro che ben si accosta con il realismo ma non narra però di figure ai margini o di situazioni precarie. A suo modo parla del “vuoto” (che non è necessariamente qualcosa di negativo) e attinge alla metafora dello specchio cercando di mostrare ciò che non sempre vogliamo vedere”. Ecco che la fotografia è pronta sotto i nostri occhi, per essere fortemente se stessa, specchio e continuo rimando, punto interrogativo che si ripete, finestra dentro finestra, l’immagine dialoga schietta e senza approdo con lo sguardo.

Through the window is a project that has accompanied Barrera for many years. It started from the far Denmark, going through different urban landscapes and geographical areas, until it got to Reggio Emilia, Italy. The international photography festival Fotografia Europea commissioned Barrera to portray the “everyday life” of the district of Rosta Nova and of a complex of buildings (INA Case) which were constructed after World War II. Barrera describes a portion of inhabited urban space by following a well-defined formal line. He chooses a serial approach, and in each frame he catches both a glimpse of the houses and their inhabitants, and a glimpse of the external environment. The former is the result of a collaboration with the inhabitants, the latter is more fortuitous. But it is all part of a cinematographic approach that the author studies in detail. Far from being a detached reflection on the contemporary landscape, Barrera’s work is playfully fresh. What can you see through the window? What can you see through photography? Barrera is particularly interested in the mise-en-scène, where space, gaze and the camera are connected to who looks and who is been looked at. When the photographer gives them a signal, the people inside the houses begin to “play theatre”, acting both as inhabitants and objects. This can be called theatrical daily life. As the author puts it: ‘Referring to theatre and cinema is inevitable. My work is connected to realism, but I do not tell stories about marginalized people. My work is about “the void”, in a certain sense, which is not necessarily negative. It relates to the mirror-metaphor, trying to show us the things we do not always want to see.’ Thus, photography is right in front of us expressing itself, being a mirror and a repeating question mark. Window by window, pictures talk directly to the eye.

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