Julia Borissova

Julia Borissova
Tallinn (EE)

DOM. Document. Object. Model, 2013–2014
Bitume 2014, Grand Tour
testo / text: Gioia Perrone

Julia Borissova ha intrapreso una ricerca concettuale che dura da soli cinque anni, ma il suo amore per l’immagine fotografica ha inizio molto tempo fa quando prese a fotografare i paesaggi familiari che la circondavano. La storia della sua patria, e il rapporto-dialogo che lei stessa ha con il tempo è un aspetto fondante della sua ricerca. Ideatrice, curatrice ed editor dei suoi progetti, Borissova riesce a far ascoltare il flusso del tempo attraverso le sue stesse produzioni, costruzioni, l’utilizzo dei materiali fragili che ricerca e utilizza con cura per poi farne restare solo le visioni, solo il succo primo del processo che innesca, una danza di specchi e ricostruzioni intorno al “ricordare”.
Per DOM (Document. Object. Model), progetto nato nel 2013, l’autrice ha costruito dei micro-set esterni (le case di cartone, che ha riempito di terra diventando anche fioriere ), ed interni, con l’utilizzo di vari tipi di carta, collage, materiali originali anni ’60, come le foto acquistate nei mercatini, e risalenti appunto a quel che in Russia hanno definito “periodo del disgelo”. L’autrice: “Io non miro a creare un’immagine realistica, ma piuttosto il contrario, sono attratta dalla possibilità di riflettere sulla mia interpretazione del tempo. Di alcuni periodi ricordo solo i raggi del sole attraverso le tende, il suono del tram la mattina presto e l’odore di neve, e mia mamma nello specchio quando si stava ancora facendo l’acconciatura con le forcine. Dove finiscono i ricordi e comincia la fantasia?” Il viaggio di Borissova è attraverso gli specchi ed i rimandi di questi “modellini”, e quindi attraverso la scatola magica della sua macchina fotografica, uno sguardo che dall’esterno, dalla documentazione del paesaggio e della terra di Russia, si proietta in un interno immaginifico che conserva, come unico appiglio, pezzetti di immagini vintage, sguardi sconosciuti che si ergono a simbolo del rapporto tra tempo, storia e intima immaginazione.

Julia Borissova’s conceptual research began only 5 years ago, but her love for photography began much earlier, when she took up shooting the landscape around her. She focuses on the history of her country and on her relationship with time. She is the creator, curator and editor of her projects. Through her works, Borissova makes us perceive the flow of time. The visions we get from her pictures all relate to the act of remembering. For her 2013 project DOM (Document. Object. Model), Borissova created some micro-sets, building cardboard houses, and using different types of paper and collage. Her pictures resemble old postcards dating back to the 60s, to the Russian Thaw period. ‘I didn’t aim to create a realistic image, but rather the opposite, I was attracted by the opportunity to reflect on my interpretation of the time, which only mildly touched me and I can recall only the sun’s rays through the curtains, the sound of the tram in the early morning and the smell of snow, and my mum in the mirror when she was still doing hairstyle with hairpins. Where memories end and fantasy begins?’ Reporting on Russia and its landscape, Borissova seeks her imagination in order to create models and memories made up of mirrored fragments, reflecting one thing after another. In her work, time, history and imagination blend together.

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