Lara Tabet

Lara Tabet
Hamra, Beirut (RL), 1983

The Hole Truth, 2012
Bitume 2014, Fab30
testo / text: Andrea Laudisa

Beirut, “la città che non muore mai” è stata negli anni passati teatro altalenante di splendori e tragedie. Oggi la città è divenuta nuovamente un importante centro culturale e finanziario per il medio oriente e i segni della ricostruzione sono ben visibili per le strade. Lara Tabet, artista libanese, si muove di notte per la città, percependo questi cantieri come “ferite aperte”, dei fori invalicabili attraverso i quali è difficile assimilare la metamorfosi, perciò per cogliere i segni del cambiamento urbano decide di adottare uno sguardo “a tempi lunghi”. Attraverso l’uso di una camera stenopeica l’artista registra i movimenti nascosti in questi cantieri, riappropriandosi di un processo di costruzione negato ai suoi occhi. I tempi lunghi però distorcono la realtà presentando forme umane alterate, come spettri notturni che si muovono silenziosi, operose anime che restituiscono alla luce del sole segni tangibili dei mutamenti urbani e sociali.

Beirut, the “city that would not die”, has been a stage where both tragic and magnificent events have been performed in recent years. Today it is an important cultural and financial centre for the Middle East and signs of reconstruction can be seen anywhere. Lara Tabet moves around the city at night, perceiving its building sites as open wounds, deep holes that will bring change. A change difficult for her to assimilate. In order to report on this metamorphosis she used a pinhole camera. She caught every imperceptible movement in these building sites, trying to witness the construction process and overcome fences and iron bars with her camera. But long time exposure distorts reality, presenting human figures as silent ghosts of the night. Ghosts that bring urban and social changes.

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