Shaun Tompkins

Shaun Tompkins
Sydney (AUS), 1989

Lost in the Labyrinth, 2014
Bitume 2014, Fab30
testo / text: Valentina Trisolino

Shaun Tompkins (1989) di origini australiane, è attratto dai luoghi dove la presenza dell’uomo è ben dichiarata in ogni dettaglio. Ciò che urge al suo sguardo è l’impatto che sull’uomo nel suo complesso, dal suo modo di vivere alla percezione di se stesso e del mondo, hanno lo sviluppo delle città e della società postmoderna. I nostri sogni e desideri, la nostra quotidianità paiono essere all’artista senza alcuna speranza, omologati e conformati. Al suo occhio, invece, unica speranza di sopravvivenza della individualità di ognuno è l’errore, l’imperfetto, la creazione derivata dalla casualità. Il suo errare apparentemente senza nessuna meta lo porta a vivere un’esperienza dettata dalla bellezza del caso, in un flusso creativo continuo che trasforma le sue immagini in una sequenza quasi filmica. Tompinks stesso spiega questa idea in un pensiero che potremmo definire rappresentativo: La complessità è schiacciante. Questi momenti fugaci di bellezza urbana sono le mie briciole di pane. Persi sono quelli che cercano una direzione.

Tompkins is a young Australian photographer. He is attracted by those places where human presence is clearly visible. He is interested in the impact that the development of cities and post-modern society have on man. Our wishes, dreams, and daily life seem to be hopeless and stereotypical. But, according to Tompkins, there is one chance for the individual to survive: imperfection, error and randomness. His wandering around leads him to live accidental experiences within a creative flow that turns his pictures into a sort of movie sequence. His idea resulted in this thought: “The complexity of this maze is overwhelming. Life is a string of fleeting moments and these are my breadcrumbs. Lost are those that seek a direction”.

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